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La password nerazzurra

Nella giornata in cui la Juve manca l'occasione di fare un po' di vuoto, e non è la prima, c'è chi si chiama dentro e chi si chiama fuori. Si chiama fuori il Napoli, che perde col Bologna anche l'ultimo autobus, si chiama dentro l'Inter che ha forse trovato la password ( si scrive equilibrio, si legge mediocrità) per provare a vincere il campionato.

Mai un momento di supremazia, mai nemmeno di iniziativa nel derby con il Milan. Solo tanta umiltà. Segno che Ranieri ha convinto combattenti e reduci che le glorie passate non tornano, e tanto vale provarci giocando al meno, non al più. Risultato. Sesta vittoria consecutiva, nove punti rimontati alla Juve in un mese e mezzo, sosta natalizia compresa, un solo gol al passivo, quello del leccese Muriel. Samuel e Lucio nemmeno parenti dei fratelli De Rege autunnali, il Milito dei bei tempi, Zanetti, Cambiasso e Thiago Motta dei tempi normali. Se qualcuno spiega a Moratti che quella per Tevez era solo un azione di disturbo, e che una volta intervenuto il suocero di Pato tanto vale lasciarlo perdere, l'apache, perchè la vecchia guardia nerazzurra è già arrapata di suo senza bisogno di acquisti altolocati, va a finire che l'Inter azzecca un'altra di quelle rimonte storiche tipo '64 o '71. Che io ricordo non solo perchè fecero storia, ma perchè annate memorabili per il Barolo come soltanto, dopo quelle, l'82 e il '90.

Complimenti a stefano m. La sua teoria secondo cui lo stadio a misura di spettatore galvanizza, ma anche destabilizza, è di quelle che a suo tempo mi convinsero a dar vita a questo blog. Non fermarsi alle apparenze, provare a ragionare. Possibilmente in controluce.

Commenti

Il "suocero di Pato", come sarcasticamente lei lo definisce, ieri partecipava al funerale di sua nipote, prematuramente scomparsa a 37 anni... Forse, almeno in questa occasione, poteva risparmiarci la sua dose quotidiana di disprezzo per il Presidente del Milan.

Tutto vero Garanzini,ma quello che mi ha lasciato lì è la freschezza atletica dell'Inter anche a fine partita.
Adesso basta solo che lascino perdere la "perla" Tevez e riacquisteranno ancora più creditbilità.

Copio la password, non la cambio, anzi aggiungo che Ranieri se trova l'uomo fantasia, di difficile collocazione nei suoi schemi, e non fa piantare la squadra in dirittura d'arrivo, ha la sana occasione di prendersi una rivincita con il destino tricolore. Non può essere Alvarez, interessante, ma ancora acerbo e poco fisico per i nostri terreni, corre piu' veloce Maicon con la palla al piede che lui senza. Sono curioso di vedere come gestirà Wes e Forlan. Capitolo Milan, troppe love story appannano la brillantezza dei diavoli. Quando a milanello si appartano succede casino, Allegri e il pelatone, volutamente fatto girare a vuoto nel regno unito, ''limonano'' da soli, pato e l'erede in gonnella pure, milan lab ''limona'' con le cure sbagliate, il capo deve necessariamente indire nuove ''limonate'' di famiglia e inventarsi qualcosa. L'unico a ''limonare'' da solo è Inzaghi...c'è? si è ritirato? fa parte del roster? lo vendono? Misteri. Tutto tace e tutti sorridono, nessun problema, show must go on. Magari superpippo venisse a Firenze, riusciremo mai a terminare il campionato con una punta di ruolo? I misteri si infittiscono è tempo dei saluti.

ho visto un pessimo derby,con un milan svogliato e inconcludente,ed un'inter consapevole della propria broccaggine,da cui si elevano i soli cambiasso e zanetti.
è un campionato ben mediocre,se consente ad una squadra,con il freno a mano tirato,come la juventus,di essere ancora prima in classifica.
cordialmente,
maxx

Gigi come sempre o quasi non solo azzecca il post, ma azzecca anche la scelta del blogger della settimana.
Su SKY (se guardi la partita in dolby) senti distintamente di quelle cose che davvero ti domandi in quale girone Dante avrebbe messo i tifosi. Tipo a Ferrara prima delle sue dimissioni. Juve imballata dal lavoro fisico, una volta smaltito tornerà l'unica anti-Milan, cioè che se corre gioca bene e segna (non dimenticherei che l'azione del goal di Vucinic è la cosa migliore della domenica di Serie A), se non corre vale l'Europa League. Inter che "non può vincere per sempre", rientra nel giro(tondo) scudetto, ma più semplicemente esce solo dal guano (ma senza lavarsene). Gente come Milito e Maicon ha finito di dare quel che aveva da dare quando lo specialone ha pianto lacrime di sangue sul petto di Materazzi.
"Il suocero di Pato" è la vera "B"arzelletta di questa settimana: Galliani stava per chiudere l'ennesimo capolavoro di mercato e lui ha voluto ricordare chi comanda (e chi è più intelligente - a suo discapito - ).
Pato + Lady "B". fanno 49 anni insieme: 2 matrimoni falliti e 2 figli. Con (Paracu)Leo farebbero una bella squadra. Fossi milanista li accompagnerei all'aeroporto di persona.
Sarei curioso di chiudere in uno spogliatoio Tagliavento e Collina e sentirli parlare di "praticabilità del campo".
I Della Valle continuano nello "sfascio-ripicca". Zamparini nell'autolesionismo. Che quadro ameno. Henry al ritorno osannato, ieri quasi linciato. In verità, non una grande domenica.

Garanzini si contenga. (cit)

Caro Ezechiele fai bene a richiamare al rispetto poiché come ben sappiamo “il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre”, però mai come nel caso di Pato possiamo dire che l’amore ha trionfato sull’odio e sull’invidia. Neanche Frank Capra avrebbe saputo fare di meglio, continuiamo a proteggere via Montenapoleone dagli assalti apache, zio Fester novello generale Custer dello shopping.

caro Gigi

occhio al fegato
smettila di bere in modo smodato.

josé

Bell'artcolo Gigi ^_^

Articolo forse un po' mediocre, più impegno Gigi.

magari scrivi quando sei lucido.

José

http://bocca.blogautore.repubblica.it/

Zeman la suona ancora..

Mi permetto una correzione ed un profondo dissenso dalle sue argomentazioni.
La correzione è "medietà" al posto di "mediocrità". Spiego. Nel campionato spagnolo esiste una supremazia, fisica e tecnica, di due squadre su tutte le altre. Questo fa risaltare le caratteristiche di quelle due squadre, che appaiono fenomenali. Il campionato italiano non è mai stato così. E' un campionato in cui quasi tutte le partite sono tatticamente tanto chiuse da poter essere vinte sui particolari. Chi è davanti in classifica, anceh di molti punti, non lo è perchè vince ogni partita 4 o 5 a zero. Ma perchè, più spesso, è riuscita a spuntarla di poco sugli avversari. In Italia le vittorie si costruiscono sui "centimetri", direbbe l'Al Pacino di "Every given sunday".
E qui nasce il mio dissenso. Io nell'inter degli ultimi due mesi, ed in particolare nell'Inter attenta ed indomita del Derby ho visto un gruppo di uomini che, di nuovo, sono disposti a lottare per ogni centimetro.
Forse il percorso è ancora all'inizio, forse in questo mondo sempre più modellato su un talent show con premio finale siamo più affascinati dai balzi di un metro, che al lento riconquistare terreno. Poco importa se dopo quei balzi, ci si ferma per sempre.
A me però sembra che gli uomini (leggi anche Zanetti, Milito e Cambiasso) sono tali perchè percorrono centimetro dopo centimetro, difficoltà dopo difficoltà, chilometri.

grazie al padrone di casa, con il quale ho speso polemizzato in privato via mail speciamente su "farsopoli",
dell'immeritata citazione.

Ma la juve davvero ha tempo e voglia per rispondere a qualsiasi pirla metta una fregnaccia su internet? boh..
ezechiele, l'uomo sarebbe capace di raccontare barzellette sporche anche ad un funerale, anzi credo che lo abbia già fatto

...che poi non capisco: "suocero di Pato" non mi pare sia una offesa (a parte il fatto che è un "suocero" di fatto e non di diritto, ma credo che anche questa non sia una offesa).

Bella la Ode ai vecchi eroi nerazzurri.
Probabilmente , nel ranking delle simpatie garanziniane gli anziani guerrieri di Ranieri, a proposito complimenti per l'ottimo lavoro svolto , sono gli unici in grado di evitare il bis dello scudetto alla squadra del suocero di Pato e soprattutto di ritornare agli antichi fasti all'altra squadra di Torino , direi abbastanza distante dal cuore del padrone di casa. A proposito , complimenti a Franco Piantanida per la pulizia con cui ignora le date dei ricordi Juventini . Il 16 e il 17 gennaio magari si poteva ricordare la grande vittoria nella Supercoppa Europea dell'85 della Juventus di Platini e Boniek oppure la conquista della Supercoppa Italiana della Juventus di Vialli nel 1995. Per fortuna che qualcuno quegli eventi li ha vissuti e ha ottimi motivi per ricordarli . Certo Loyk ha lasciato nella storia del calcio segni ben più ragguardevoli dei mercenari bianconeri ...

@alberto: non facciamo del vittimismo!
vi sono diversi eventi per ogni data e mi sembra che Piantanida solitamente faccia scelte molto interessanti.
Sinceramente preferisco che vengano citati giocatori oscuri o partite bizzarre invece che vittorie o eventi recenti.

@gabriele: secondo me stai indossando dei begli occhiali rosa.
Le squadre italiane fanno un gioco di squadra mediocre (a parte alcune eccezioni) ed anche la qualita' dei giocatori e' medio-bassa.
Le partite sono combattute, ma rispetto agli anni '90 la qualita' e' decisamente minore.

@ Gabriele: anche in terza categoria si combatte parecchio e gli uomini strisciano centimetro dopo centimetro fino alla morte e all'ultimo sangue e con grande onore e dignità e spirito di sacrificio per la nazione tutta... poi magari il motivo per cui ad un certo punto lo sport diventa professionistico dovrebbe essere una certa qualità media superiore che induce molte persone a guardare una partita. Dire che questa qualità media negli ultimi anni in Italia non sia altissima non mi pare nè una novità nè una castroneria.

Novità non mi pare neppure la considerazione che ci sono atleti che amano "il rumore dei nemici", altri che si spaventano di fronte ad un grande stadio ostile, altri ancora che si esaltano davanti al proprio pubblico ed altri ai quali tremano le gambe proprio quando la folla li acclama.
Trovare qualcuno a cui piaccia giocare in uno stadio tipo Delle Alpi invernale in coppa italia con 10-20 spettatori di media invece è dura...

Loik, Ezio Loik. Non Loyk. Fatico a considerare le Supercoppe roba seria. Quindi evviva Piantanida. Anzi Pyantanaida.

Si parla della vittoria dell'Inter nel derby come del successo immeritato di una squadra catenacciara che ha rifiutato di giocare contro la squadra delle meraviglia che ha attaccato per 90 minuti. A me pare che, traversa di VanBommel e occasione per Robinho a parte, il Milan non abbia tirato in porta una sola volta nella partita. All'Inter, che si è resa pericolosissima con Alvarez e pericolosa con Nagatomo, è stato persino annullato un gol REGOLARE. Di che stiamo parlando?

Riuscirà Berlusconi a superare il trauma di una maglietta rossonera con scritto "Merkel"?
E' una evidente ripicca di Galliani.

Parlando di annate "storiche" del Barolo e del vino in generale.....l'attuale annata calcistica ma, potrei tranquillamente aggiungerci anche le ultime dieci, le paragonerei a quelle del vino al metanolo.

Piantanida? Io l’ho sempre sentito chiamare Nicola Filippone.
Franco Piantanida è nella redazione e si occupa anche di statistiche.
Nicola Filippone cura la rubrica “Sembra ieri” in cui ricorda per ogni giorno cosa accadde ieri e l’altro ieri.
L’effetto stadio galvanizzante e destabilizzante è anche quell’effetto che spesso indica e misura lo “spessore” di un atleta, in tanti son bravissimi in pochi lo sono quando conta davvero.
Vicende assolutamente imparagonabili (con l’effetto stadio) si sono svolte davanti all’Isola del Giglio, posare per le foto di rito con il berretto da comandante riesce a tutti. Quando è contato essere comandante per davvero è stato un tragico flop.

Ennesima lezione di calcio del Barcellona a quegli 11 vestiti da gelatai che dinnanzi ai blaugrana si trasformano in 11 Materazzi.Antsportivi, inferiori mentalmente e sportivamente.Come il loro allenatore, un bullo qualunque,che, quando va in difficoltà, diventa violento.E come lui i suoi.Il pestone alla mano di Messi da Pepe è un insulto al calcio.

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