Il bello di questa ridotta è che le messe a punto, anche i regolamenti di conti se vogliamo, sono all'ordine del giorno e non lasciano traumi. Così, se uno butta là che gli schemi di Sacchi esaltavano i brocchi che -mal- li interpretarono, o che si vedeva prima che Di Natale avrebbe sbagliato il rigore agli Europei, prima ancora che io legga e mi faccia prendere dalla tentazione del 118 qualcun altro di voi si incarica di riordinare le memorie e rimettere le cose a posto. A me tocca farlo (volentieri) in radio, dove la libera interpretazione è sempre la benvenuta, esattamente come qui: ma la pura e semplice puttanata in libertà, sempre in agguato, rischia se lasciata passare di distruggerti la reputazione nel giro di pochi secondi.
Qualche giorno fa stavo scorrendo il display degli sms alla ricerca dei più divertenti, e perlustrando le agenzie in attesa di non so più quale notizia. Il mio pilota automatico mi aveva catalogato come rassicurante il tono dell'ascoltatore in onda in quel momento, sicchè quando se ne è uscito sostenendo che in fondo la nazionale italiana applica il 4-4-2 sin dai mondiali del '34, così, come se stesse dicendo che la maglia era azzurra già allora e il campo, in linea di massima, 110 per 65, mi ci è voluto qualche secondo per reagire. La cosa stupefacente è stata che l'interlocutore, pur avendogli io demolito l'anacronismo in poche e non impegnative battute, non ha letteralmente fatto una piega. Un piazzista del nulla, tipico del nostro tempo, di quelli che la sparano grossa a prescindere, senza ben sapere di che cosa stanno parlando. La definizione non è mia, l'ho tratta da una mail d'alta scuola di un'ascoltatrice pisana che un giorno o l'altro troverò il modo di presentarvi.
Andò più o meno così alla vigilia di Italia-Brasile, Los Angeles '94. Quando Sacchi, finita la conferenza stampa ufficiale a 40 gradi all'ombra, riprese il microfono per dire " voglio solo aggiungere che comunque vada, domani la Nazionale italiana giocherà la sua prima finale mondiale senza il libero". Il traduttore in simultanea se n'era già andato. Fu per questo che non arrivarono gli infermieri con la camicia di forza.
Evidentemente l'elevato tasso di umidità di Pasadena e dintorni sfaldava muscoli ( come ricorda Ancelotti nel suo libro ) e anche neuroni ( Roby Baggio fu il primo a diagnosticare in mondovisione lo stato precario in cui versava la psiche del Vate di Fusignano). Anche gli interventi quotidiani in "a tempo di sport", e in particolar modo quelli del lunedì,sono spesso a dir poco strampalati; e considerando che la platea del Garanzini è ,per quello che ne so io, di una certa qualità, vi lascio immaginare ciò che capita di sentire in altri ambiti. Purtroppo questo è lo stato dell'arte del calcio e dintorni in Italia. Basti pensare che nel corso delle ultime 3 partite di insignificanti tornei notturni che ho disputato, ho assistito ad altrettante espulsioni per intemperanze assortite, con tanto di minacce al povero arbitro che da poche ore suo malgrado aveva magari lasciato il cantiere o l'ufficio per decidere di farsi bellamente insultare dal primo brocco che passava.
Scritto da: Stefano Mazza | 01/07/09 a 01:05
Un bel periodo di relax da tutto e da tutti e poi si riparte a settembre. l'unica speranza è che questa estate non ci riporti in qualunque posto lucky luciano. dio e gli uomini di buona volontà ce ne scampino..
Scritto da: Simone D&g | 01/07/09 a 08:25
E' triste vedere che questo blog in molti casi è composto da querelle tra il paròn del blog e i partecipanti, e lo stesso dicasi per la trasmissione. Probabilmente a volte, o spesso, a qualcuno scappano delle "puttanate in libertà", ma è questo il bello delle parole scambiate su un gioco: invece qui facciamo tutti maledettamente troppo sul serio. Forse sarà meglio lasciar passare il caldo afoso dell'estate, quello che ha fatto moltiplicare i soldi di Florentino e ridurre al lumicino quelli di Silvio...che in Spagna non ci sia siccità?
Scritto da: Andrea PD | 01/07/09 a 10:50
Un grazie Garanzini per la “filosofia” calcistica che lei diffonde quotidianamente e buone vacanze, ma ovunque si trovi qualche considerazione, idea, spunto sul blog lo lanci. Per quanto riguarda la trasmissione ci lascia nella ottime mani di Carlo Genta.
La ridotta, come la definisce lei, è un bel posto in cui stare. Girovagando qua e la leggo blog calcistici in cui maleducati patentati vomitano le loro frustrazioni. Blog “gestiti” da fior di giornalisti che spesso sono suoi ospiti nella trasmissione, ma che raccolgono nel loro blog schiere di anonimi depressi che trovano nell’insulto e nell’invettiva la loro soddisfazione quotidiana, ma non c’è da stupirsi. I blog più stupefacenti sono quelli dedicati al calciomercato che da quando è divenuto asfittico, per l’Italia, è assurto a livelli inimmaginabili con trasmissioni quotidiane (come ricorda M. Marani) in cui si parla in sintesi del nulla, visti gli scarsi movimenti, e delle fantasie di giornalisti assoldati dalle società per illudere i tifosi. Uno in particolare mi stupisce quando lo ascolto, è cosi vicino alla società rossonera da averci spiegato in maniera dettagliata e corretta che la nuova condivisibile direzione intrapresa dal club non contempla più acquisti di grandi nomi ne tantomeno ingaggi stratosferici, ma allo stesso tempo ad ogni servizio televisivo ci propina nomi a nastro sempre altisonanti dagli ingaggi di “giada”. In fondo non c’è da stupirsi, forse sono io ingenuo, visto cosa ci propina la politica che è ben più basilare per la vita di tutti i giorni che non il calcio. Il mondo pallonaro è popolato in larga parte da persone che vivono di illusioni e parlano o scrivono di conseguenza. Ci vuole pazienza od in alternativa indifferenza.
Che dire di quei tizi che ad ogni piè sospinto indicano Guido Rossi come il nemico numero uno del calcio italiano e considerano facezie i rapporti “inverecondi” che intratteneva Moggi con l’estabilisment calcistico?
Che dire della proposta della dirigenza bolognese a Moggi squalificato per 5 anni dalla giustizia sportiva paragonandola ai circa 70 parlamentari inquisiti e/o condannati che siedono in Parlamento? Almeno Moggi di calciatori se ne intende, anche se trovo inopportuno un suo ruolo nel calcio.
Infine una curiosità; chi si sarebbe immaginato che la maglia azzurro pallido indossata dalla Nazionale alla Confederations Cup fosse celebrativa e si rifacesse a quella indossata dalla Nazionale ai mondiali del 1934 e 1938, il bello è che anche i calzoncini erano marrone indefinito come in Sud Africa. Io non lo sapevo. Addirittura la tenuta in quegli anni fu anche completamente nera, chissà perché. Forse c’entrava il regime di allora visto che il nero era di moda.
Scritto da: RC65 | 01/07/09 a 11:16
Capisco che la storia la fanno i vincenti e cosi' il vate di Fusignano che perse ai rigori contro il Brasile puo' essere preso per pazzo, mentre il Divino di Viareggio che vinse grazie a Trezeguet puo' ancora dire tutto quello vuole. Pero', ecco, non mi sembra molto generoso. PS Non sono milanista.
Scritto da: Raffaele | 01/07/09 a 14:14
Magari, caro Raffaele, non si dovrebbe ridurre tutto al vate di Fusignano ed al divino di Viareggio (come li chiami tu).
Prima, dopo, in mezzo ed intorno c'è tanta altra roba (tante altre persone) che forse varrebbe la pena di ricordare, come e quanto i due summenzionati.
Cordialità.
Scritto da: Francesco | 01/07/09 a 18:39
A proposito di moduli tattici e della loro evoluzione, mi permetto di segnalare a tutti voi un bellissimo libro inglese uscito l'anno scorso e che spero possa essere presto tradotto anche in italiano. Si tratta davvero di uno dei libri di calcio più affascinanti e intelligenti che io abbia mai letto.
La segnalazione è a questo link sul mio blog "Calciopassioni":
http://calciopassioni.blogspot.com/2009/01/le-tattiche-del-calcio-in-un-libro.html
Ciao a tutti.
Scritto da: Diego Del Pozzo | 01/07/09 a 22:49
le "italie" di Sacchi e Lippi: entrambe hanno giocato malino, risultato frutto dei dettagli, normali episodi in una partita di pallone.Errore sarebbe ricondurre al rigore del divin codino le sfortune di Sacchi, il cammino ad usa94 fu a dir poco avventuroso,quantomeno la nazionale di Lippi il minimo sindacale, lo ha sempre fatto.
Sacchi giocava senza libero? bene...e allora? cosa significa? sfruttare al massimo la difesa alta e il fuorigioco, impedire all'avversario di giocare. Detto in altre parole...DIFENDERSI. Che nel gioco del pallone non é un vezzo, una necessità, che si faccia con il libero o senza é solo un punto di vista.
Libero staccato e contropiede...
Difesa alta e ripartenze...
Non vedo differenze, forse Si, un pallone più a misura d'uomo e meno pippe mentali.
PS:Ricordo vagamente gli azzurri edizione 82, a mio parere la nazionale più bella é stata quella guidata da Azeglio Vicini ad Italia90.
Scritto da: marco traversi | 03/07/09 a 01:36
ZERO MDULI, ZERO TITULI
Scritto da: PAOLO ANICHINI | 03/07/09 a 11:21
Avvistato Garanzini a "Terra", nel senso della trasmissione
Scritto da: RC65 | 03/07/09 a 14:03
Scusa RC65, ma che ci faceva il nostro mentore a Terra? Enogastronomia, calcio, giornalismo,montagna o chissà cos'altro?
Certo, sarebbe bello vederlo più spesso sul piccolo schermo, ma ormai pare intenzionato a distillare poche perle e solo in occasioni particolari, come è avvenuto per la presentazione della sua ultima fatica sul paron (o meglio, per ri-presentare,a chi non lo conoscesse, il mito di Rocco). Bisognerebbe insistere sul bravo Fabio Tavelli, forse è uno dei pochi in grado di convincere Garanzini a tenere, che so, magari una rubrica settimanale a tema libero sul mondo del calcio o su ciò di cui preferisce trattare. A patto però di non perderlo per l'appuntamento quotidiano su radio24..
Scritto da: Stefano Mazza | 04/07/09 a 10:41
Si, vicini nel 90 fu sfortunato. Ma personalmente quella nazionale non mi convinse mai del tutto, mi ricorda molto come caratura la Germania 2006, una buona squadra, medio alta, molto pericolosa visto dove si giocava (in casa) e motivata. Io ero un poco più maturo nell'82 e credimi Marco, tra quella e gli 11 viciniani ce ne corre e tanto tanto. L'italia di vicini non vinse in casa con il primo vero avversario. Bearzot eliminò i 3 precedenti campioni del mondo e campioni d'europa in carica.
Mi sarei stupito tanto a vederli vincere, e furono eliminati, seppure ai rigori, dalla più mediocre argentina degli ultimi 30 anni, guidata però da un giocatore straordinario ed inimitabile. Che da fermo, zeppo di novocaina, non marcato adeguatamente, cominciò a giocare quasi da solo nel secondo tempo, prendendo inesorabilmente il comando del gioco (ebbi la sensazione di qualcosa di ineluttabile) utilizzando Canigg(h)ia come protesi del suo cervello e alla fine mettendolo davanti a Zenga per il pareggio. Dopo in finale ci pensò un arbitro messicano, mi pare. Ma pure la Germania ci avrebbe sculacciato, penso.
Sulla dichiarazione di Sacchi e il libero, siamo al comico. Senza libero si giocava anche prima Rocco ed Herrera: e allora? Voleva una medaglia, un brevetto? Tra un poco ci sarà qualcuno che si sognerà di (re) inventarsi il tornante, o l'ala. E poi salterà fuori uno più geniale ancora con l'idea di arretrare uno dei due "centrali difensivi" di qualche metro, per impostare "modernamente" il gioco della squadra. Insomma, l'inventore di Beckembauer, Scirea e Baresi. Il libero, appunto. Con uno stopper poco avanti.
Ohibo, gli anni 60-70....
Scritto da: Enrico A. | 04/07/09 a 13:37
Con i giocatori di oggi (mediamente molto più rapidi e veloci di quelli di un tempo) e con le regole di oggi (per le quali i falli da ultimo uomo, le trattenute e gli interventi da dietro determinano sempre l'espulsione) giocare con il libero staccato mi pare molto complicato. Gli schemi vincenti si adattano ai tempi, agli uomini ed alle necessità, non il contrario. Credo.
E' chiaro che per perdere si può invece fare come si vuole.
Io ho imparato a giocare da tornante, poi sono arretrato a terzino ed oggi (da trentacinquenne sfiatato) faccio il libero "urlatore".
Ma il calcio vero è un altro sport.
Uno sport nel quale chi giocasse da ultimo uomo staccato terrebbe in gioco costantemente tutto l'attacco avversario e si troverebbe come niente preso in velocità da un tale che, alla prima spallata, finirebbe in terra: fine della partita del libero.
Concludendo, prima che ritornino i liberi, credo che dovrebbero tornare arbitri più game-oriented (disposti a far giocare più a calcio, dando meno spazio ai tuffatori) e giocatori fair-players.
La vedo difficile.
Scritto da: Francesco C. | 04/07/09 a 14:03
Nella trasmissione Terra parlavano di Miti. Garanzini in un flash ha rivelato i suoi che poi i più attenti sapevano già
Scritto da: RC65 | 06/07/09 a 10:40
ZERO MODULI, ZERO TITULI
Scritto da: PAOLO ANICHINI | 06/07/09 a 16:31
Folla oceanica alla presentazione di Ronaldo, apprendo poi che il portoghese aveva questo sogno fin da bambino, con bacio della maglia annesso.
Contestazioni in Italia, motivi ce ne sarebbero,ma ad animare il popolo é la scialba campagna acquisti del Milan.
Ho la vaga sensazione di essere preso per il culo.
Data astrale 07072009, il pallone mi sta stufando e schifando.
Sono io arido di sentimenti e di passione?
Scritto da: marco traversi | 07/07/09 a 00:41
Visto che la questione del "modulo" è andata avanti rimando quanto scrissi subito dopo essere stato folgorato dal "fortunato" telefonatore relativamente al 4-4-2 praticato dal 1934 dalla nazionale italiana:
Caro Gigi,
un grande e robusto tavolo verniciato di verde sistemato nella cantina di casa mia è stato il teatro della replica dei campionati del mondo di calcio del 1950(Brasile) e 1954 (Svizzera),negli stessi anni ovviamente.
I giocatori erano i tappi a corona delle bottiglie( chiamate a Genova "grette").All'interno su carta erano riportati i colori delle maglie delle squadre nazionali con indicazione dei nomi dei giocatori.Le porte,con la rete,erano fatte unendo pezzi del meccano.La pallina era ottenuta da carta da pacchi o di giornale bagnata,essiccata quindi abbrustolita colla fiamma.Ebbene i giocatori ad inizio partita erano posizionati sul tavolo-campo di gioco rigorosamente a WM;non conoscevamo altra disposizione.
Sapevamo a memoria le formazioni delle 16 nazioni finaliste.Giocando abbiamo imparato anche la storia e la geografia perchè non ci mancava la curiosità.Un pò come vuol fare oggi la Federcalcio col progetto affidato a Massimo Giacomini.Sapevamo tutto sulla "celeste" vincitrice al Maracana per 2-1 sul Brasile;per noi era la più europea delle squadre sudamericane.L'Uruguay è una icredibile fucina di giocatori di calcio per una nazione di 2/4 milioni di abitanti.In quegli anni Verdeal ci delziava allo stadio di Marassi;fù seguito da incredibili bidoni come Boyè,Aballay,Allarcon.Dovemmo attendere l'arrivo di Abbadie prima ed Aguillera dopo per rifarci la bocca.
Non capisco come qualcuno possa aver parlato di 4-4-2 come schema di gioco prima degli anni '70!Cioè gli anni anni della grande Olanda inventrice del calcio totale.Si permetteva di avere come n°1 un certo Jongblod:un difensore abilitato ad usare anche le mani più che un portiere!
Per decenni non si potevano fare sostituzioni di giocatori.Se si infortunava il portiere un'altro giocatore si prendeva la sua maglia e si metteva in porta;la squadra rimaneva con 10 titolari con un acchiappafarfalle in porta!
A tappe successive è arrivata la "panchina lunga" con la sostituzione tecnico/tattica dei giocatori,che il più delle volte escono senza essere infortunati.
Inoltre basta guardare ancora oggi come è fatto un "calciobalilla":2 terzini,3 attaccanti,5 in mezzo a fare casino per capire che 4-4-2 o altre combinazioni sono solo numeri!
D'estate salivamo dalla cantina ed andavamo sulla strada dove giocavamo al "Giro" e al "Tour".Le "grette", questa volta,erano i ciclisti;sempre rigorosamente con le maglie colorate.Il "Tour" aveva squadre nazionali e regionali francesi.Anche così abbiamo imparato un pò di geografia europea(Italia e Francia).Pau e Luchon nei Pirenei sono state per anni sede dei trionfi di Fausto Coppi come è stato appena ricordato nella vs. rubrica.Tourmalet,Aspin,Peyresourde erano più noti dei monti attraversati da Annibale con gli elefanti.
La tappa Cuneo-Pinerolo (Col du Vars e Izoard) era a me familiare per l'attraversamento di Perosa Argentina(dove c'era la ex villa dei nonni materni)e ,più in basso all'arrivo di tappa,la cascina della zia che era a tre kilometri da Pinerolo.
Adesso quando d'estate vado a San Martino di Castrozza mi si stringe il cuore passando per Primolano dove Coppi si ruppe il femore cadendo in una curva in una tappa del giro.
Conclusione,caro Garanzini,sto con lei quando dice che non c'è Wikipedia che tenga per avere la giusta memoria delle cose.
Grazie per l'attenzione.
Agostino Ghiglione-1941
Leggi GRATIS le tue mail con il telefonino
Scritto da: agostino ghiglione Roma | 07/07/09 a 12:57
Dai Traversi non avvilirti, magari è il caldo.
Ho notato che tutti in genere dicono di aver sognato fin da bambino di giocare nella squadra in cui vanno a militare in attesa di passare ad altra squadra e dirlo di nuovo. Sarà che il calcio è un mondo di "Pinocchioni"?
P.S. oggi in trasmissione ho ascoltato un fantasioso proporre Adriano come punta per il Milan...roba da pazzi.
Scritto da: RC65 | 07/07/09 a 15:25
Salvini ha intonato cori razzisti in pubblico contro i napoletani:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/salvini-a-pontida/reazioni-salvini/reazioni-salvini.html
Che facciamo, gli diamo un daspo di 15 anni che comprende anche le sedi istituzionali?
E a chi lo difende applichiamo il concorso?
E a chi lo ha votato un'interdizione perpetua dai pubblici uffici?
Scritto da: Francesco | 07/07/09 a 18:53
X Traversi: Ma se il tuo datore di lavoro ti proponesse un contratto non da 13 milioni di dollari, ma da uno, tu non gli diresti "Ho sempre sognato di lavorare per lei"? Io si. Se poi capita che uno giochi a calcio e il datore di lavoro e' il piu' grande footabl club del mondo o quasi, penso che non ci sia niente di male a dirlo. Poi ricordiamoci che questi sono bambini, hanno 21/22 anni, e chi non ha detto ipocrisie a 22 anni scagli la prima pietra.
Scritto da: Raffaele | 08/07/09 a 16:57
X Raffaele:Fermo restando che a 20anni di ipocrisie ne ho dette di meno, ma a bischerate non mi batte nessuno, e anche adesso con 32 sulle spalle mi difendo bene... accetterei al volo l'offerta, e ringrazierei per la fiducia accordata. Ma questo non é il punto.
Cristiano Ronaldo, Kakà, Ibraimovic hanno tutto il diritto di chiedere ed eventualmente ottenere quei quattrini, mi inquieta molto di più la folla oceanica in delirio per il nuovo idolo. Nel mio personalissimo vocabolario non la catalogherei come passione.
X RC65: Non sono avvilito, ma ricordo con maggiore piacere il pallone che fu, già ampiamente contaminato dai tempi del marketing, piuttosto che il circo attuale.
Mi piaceva il pallone delle coppe il mercoledi' Coppa delle Coppe, Coppa UEFA e coppa dei Campioni, ognuna con il suo fascino, il suo motivo di esistere.
Le finali europee giocate senza sponsor sulle magliette, il campionato la domenica pomeriggio, d'inverno alle 14.30, in primavera alle 16.30.
Tutto più a misura d'uomo.
Non sto parlando del neolitico.
Scritto da: marco traversi | 09/07/09 a 00:51
Concordo totalmente il calcio è cambiato molto; è vero. Certamente ci saranno state persone che prima hanno rimpianto le maglie senza numeri, poi il pallone di cuoio con la stringa ed il divieto di sostituzioni durante la partita, magari anche la Coppa delle Fiere.
Io fantasticavo molto quando le partite delle italiane in coppa si ascoltavano alla radio e si immaginavano situazioni che il radiocronista descriveva e talvolta infarciva. Detto fra noi oggi moltissimi telecronisti fanno la radiocronaca urlata, ma pur sempre radiocronaca come se fossimo tutti non vedenti.
Credo sia giustissimo ricordare con piacere i tempi andati, però prendo il calcio come viene non rimpiango nulla anzi sono “goloso” di novità ed ogni volta che penso al pallone ho sempre presente che si parla di tempo libero e per questo mi fa davvero ridere, ma davvero ridere, quel tizio che ogni tanto ripropongono mentre mostra il telefonino e quasi piangendo dice che Kakà gli aveva appena telefonato per dirgli piangente che lui dal Milan non se ne voleva assolutamente andare. In sei anni Kakà ha contribuito in maniera determinante a vincere uno Scudetto, una Champions ed una Intercontinentale. Di contro il Milan ha annualmente aderito alle richieste del padre di Kakà fino a ritrovarsi sul groppone tutt’ora il fratello di Kakà.
Scritto da: RC65 | 09/07/09 a 11:11
Certamente i cambiamenti sono spesso lenti da metabolizzare ma non credo di essere bastian contrario o nostalgico per partito preso.
Le coppe europee:
UEFA CHAMPIONS LEAGUE e poi il nulla, non veniemi a dire che é prestigiosa una coppa (EUROPEAN LEAGUE??) che raccoglie gli scarti dei campionati di mezza Europa, considerando che le prime 3/4 accedono alla Champions League.
Prima della riforma Coppa dei Campioni, Coppa U.E.F.A e Coppa delle Coppe, avevano la loro dignità e un senso logico, oltre che blasone.
i numeri fissi sulle magliette:
non hanno semplicemente senso. Nel Football NFL da tanti decantato come pietra di paragone per organizzazione etc, la numerazione é da 0 a 99 con regole rigide e precise, é parte integrante della riconoscibilità del ruolo del giocatore. Il famoso Quarterback per esempio, potrà avere numeri dall 1 al 19.
Utilizzando lo stesso sistema il portiere potrebbe avere, per esempio solo 1 12 22...
Non sono contrario alle novità a prescindere, ma alle puttanate si.
Che ne dite di importare il Salary Cap? regole valide per tutti? in un sistema simile alla NFL, il Genoa il Chievo avrebbero tutte le possibilità di vincere il campionato, quantomeno giocare per provarci.
Scritto da: marco traversi | 09/07/09 a 19:03
I numeri stile NFL mi intrigherebbero, almeno saprei al volo in che ruolo gioca il tizio con il tal numero.
La Salary Cap la vedrei molto utile se applicata in tutta Europa altrimenti mi convince poco.
Per quanto riguarda le coppe attenzione se le italiane vanno come sono andate fino ad ora, alla fine sarà grassa se parteciperemo a quelle che ora son definite coppette. L’andazzo mi sembra pericoloso, alla fine ci toccherà dire che son belle pure quelle.
Visto che il titolo nazionale è uno, la Champions la vince una squadra, alla fine dovremmo accontentarci anche di titoli che appaiono minori, la Coppa Italia fa ridere tutti fino alle semifinali poi diviene seria. Ecco mi sa che qualche squadra che ora canta le proprie lodi ed i titoloni si sprecano piangerà lacrime amare quando non gli toccherà manco la piccola Coppa Italia.
Son cambiati molto i tempi.
Scritto da: RC65 | 10/07/09 a 17:57