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01/06/09

Carletto Ancelotti, signori si nasce.

Ho sempre avuto, lo sapete, un debole per Carlo Ancelotti. Negli ultimi giorni mi è cresciuto a dismisura, per le seguenti buone ragioni. La prima è aver saputo, da un amico comune, che Carletto passa almeno due volte la settimana a trovare Stefano Borgonovo e a fargli a lungo compagnia. La seconda è che il suo libro appena uscito, scritto materialmente e brillantemente da Alessandro Alciato ma sotto dettatura, è particolarmente godibile e ricco di vita vissuta. Non è la solita biografia tirata via, e se mi permetto di consigliarla agli adepti è perchè c'è da leggere e da riflettere: oltre che da contribuire alla ricerca sulla Sla, perchè Ancelotti ha devoluto i suoi compensi alla fondazione. La terza è che dal Milan è uscito con una classe rara, mandando a vuoto tutti i tentativi di farlo polemizzare con questo o con quell'altro. Da vero rappresentante della civiltà contadina, Carletto ha una faccia sola, e con quella si è presentato alla ribalta nel momento più difficile. Tra qualche ora Galliani e Leonardo, quello che mai e poi mai avrebbe fatto l'allenatore, dovranno come minimo tirarne fuori una seconda. Che nel caso di Galliani sarà forse anche la terza, o la decima, per via che il padrone ha sempre ragione.

Bello anche l'addio di Nedved, in una giornata in cui si son visti un sacco di gol (42) e un mare di lacrime, chissà quante sincere e quante invece da coccodrillo. Delneri ha salutato l'Atalanta dopo un grande lavoro, Mazzarri la Samp dopo un buon lavoro. E Zamparini è lì che dà i numeri perchè Ballardini (for president) gli ha detto che se ne andrà, e lui pensa che così non vale, forse perchè nessuno gli ha mai notificato l'esistenza della nemesi.
Da domani si ricomincia con Ibra e Kakà, Cairo rifarà i conti di quanti punti hanno rubato al Torino e non confermerà Camolese, mica per altro, per aver detto che dopo 38 partite è difficile che una sentenza sia ingiusta. E io per tre mesi non sentirò più Marco Foroni. La Fiorentina sembra aver iniziato con il piede giusto, ha detto ieri a Diretta Gol. La palla era a metà campo: i secondi trascorsi dall'inizio erano 25.

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Commenti

Simone D&g

Preferisco la coppa. Vita, partite e miracoli di un normale Ancelotti Carlo; Alciato Alessandro

Questo è il titolo del libro. Molto bello sia il contenuto che lo scopo.
Da adesso bisogna adottare il metodo bearzot. volume spento tv e guardare solo le immagini almeno sino all'inzio del campionato anche perchè il 99,99% delle notizie saranno solo strumentali all'uscita ed al riempimento dei quotidiani.

gianni

"Carletto passa almeno due volte la settimana a trovare Stefano Borgonovo e a fargli a lungo compagnia"
Direi che non serve dire altro.
Grazie per averlo scritto.
gianni

unestatefa

Scusate se esco fuori tema, ma è mai possibile che tra i cronisti di punta di due sport di punta la RAI abbia piazzato due personaggi della risma di Bulbarelli e Varriale? Il primo ignora da sempre il problema doping, si esalta per prestazioni di ciclisti, per cui si aspetta da un momento all'altro che cadano nella rete..ignora (insieme agli altri personaggi che gli girano intorno) il vincitore della tappa se è straniero per lodare il quinto o il sesto se sono italiani, parla di Di Luca che è arrivato secondo come del più grande campione di ciclismo di tutti i tempi e di Menchov che è arrivato primo come di un brocco fortunato (se ieri Menchov non si fosse alzato dopo la caduta avrebbe festeggiato a champagne). Il secondo scassa i cabbasisi (scusate il sicilianismo) continuamente a tutti gli ospiti su stupidi tormentoni (vedi Zenga,Ancelotti, Lippi etc.), spalleggiato dalle farneticazioni di bisteccone, fino a quando non sbroccano secondo una modalità di operare degna della Perego o della De Filippi...Mq questi chi li ha messi li e soprattutto quando se ne andranno?

nicola

Mi unisco ai complimenti per Carletto Ancelotti, a cui aggiungerei quelli per le capacità di recitazione, sicuramente affinate in questi anni dovendo commentare le sparate presidenziali: ancora alle 9,30 alla radio a raccontare la storiella di un futuro da definire, e dopo neanche mezzora compare sul sito del Chelsea con tanto di maglia e intervista.
Bravo davvero.
Saluti a tutti.
Nicola

.andrea

certa gente sta messa li per "oscuri" motivi...è però chiaro che quello non è il loro posto:dire dopo 25 secondi che la fiorentina è partita bene (e infatti si è visto alla fine),altre scemenze varie in altre varie trasmissioni...che senso ha?!mi piacerebbe che ci fosse più semplicità nel calcio,più umiltà,più competenza;campioni come maldini,zanetti,baggio sono in via di estinzione ed è chiaro che il calcio,cosìcome la tv,la società rispecchia il mondo così com'è oggi.un mondo che non piace,che nonpiace ma che non smette di esserci.allora io vado all'oratorio e vedo giocare i bambini,il vero calcio è quello.
grazie garanzini

Diego La Spezia

Beh Simone, io adotto il metodo Bearzot da tempo. C'è solo un problema: di immagini ne fanno vedere sempre meno. Sintonizzandosi sulle trasmissioni sportive con l'audio a zero e un libro in mano, si leggono interi capitoli prima che si possa vedere del calcio giocato

Diego Del Pozzo

Ciao Gigi, complimenti per il tuo bel blog, che ho scoperto da qualche settimana e ho subito inserito tra i preferiti sul mio blog "Calciopassioni" (http://calciopassioni.blogspot.com/). Naturalmente, ti invito a visitare questo mio blog, anche perché mi farebbe davvero molto piacere un tuo parere. Tornando al tuo post, sono perfettamente d'accordo con te. Tra l'altro, sto leggendo l'autobiografia di Ancelotti e devo dire che è davvero estremamente godibile e interessante. Impagabile la tua chiosa su Foroni e gli urlatori "Made in Sky", quelli della "clamorosa traversaaaa!!!" et similia. Purtroppo, lo stile-pay ha irrimediabilmente modificato il giornalismo televisivo. A presto e continua così. Ps: Complimenti anche per la riedizione della biografia di Rocco. L'ho divorata...

Simone D&g

Per chi non avesse sentito ancelotti a che tempo che fa allego link relativo
http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1098183,00.html

Pietro A.

Mi unisco ai complimenti ad Ancelotti, e da juventino il ricordo del trattamento che gli ultras gli riservarono continua ad infastidirmi parecchio... Però in inglese deve migliorare un pochino, non trovate? L'intervista sul sito del Chelsea mi ha fatto sorridere...
Ultimo inciso sulla Juve: sono felice che Conte abbia firmato per il Bari, non so se sia un bravo allenatore, forse lo è, ma a livello umano non mi ha mai fatto una grande impressione.

RC65

“Mi è piaciuto molto l’omaggio dei tifosi al proprio campione, spero per loro che le parole del Sig. Kappa siano sincere e che a giugno non accetti, rimangiandosi tutto, l’offerta che molto probabilmente arriverà dal Real Madrid. I sentimenti forti nel calcio sono oramai sempre travolti dal denaro”.
Il 20-01-09 avevo scritto queste parole perché in fondo era intuibile la piega che aveva preso il rapporto Kakà-Milan. In quella occasione il tabù del non vendere i “campioni” la società Milan lo aveva di fatto infranto ed il prezzo era stato fissato con quella trattativa cosi “vera” che più falsa non poteva essere. Falsa ovviamente per il fatto che mai e poi mai Kakà sarebbe sceso cosi di livello andando a giocare per una squadra che non fa “audience” ne coppe ed in prospettiva futura c’erano e ci sono i Mondiali del Sud Africa. Ritengo che se il Milan preferisce la “Gangstar dai denti scintillanti” e se preferiva far giocare da mediano tutto campo un calciatore favoloso come Kakà, beh lui stesso farà molto bene ad accettare offerte come quella che lo porterà al Real Madrid.
Ancelotti per me è stato messo in mezzo, per modo di dire perché quando si incassano certe cifre essere messi in mezzo può essere un piacere, perché lui voleva portare a fine il suo contratto con il Milan e poi magari affrontare altre avventure, la Nazionale, la Roma o che so il Real Madrid. Invece ad un certo punto della stagione gli è stato detto che la prossima stagione non sarebbe stato l’allenatore del Milan e cosi lui in maniera anche signorile ha usato il coltello che aveva dalla parte del manico. Ronaldinho sparito, Pato usato con il contagocce con Inzaghi “immortale”, modulo e posizione di Kakà in campo decisi da Ancelotti e non da altri come credo sia avvenuto in tempi passati. Insomma si è tolto qualche sassolino dalla scarpa ed ha fatto molto bene.
Ibra continua con il suo atteggiamento sinceramente incomprensibile, non ci vedo nulla di male se lui vuole andare a giocare per il Barcelona. Adoro quella meravigliosa città per avervi soggiornato spesso ed a lungo, figuriamoci chi non vorrebbe giocare nella squadra catalana visto il bel gioco espresso, l’entusiasmo che la circonda ed i risultati ottenuti. Ibra fa bene ad avere questo desiderio, ma nessuno gli vieta di dirlo apertamente e se c’è una vera offerta sul tavolo, spingere Moratti ad accettarla. Oppure se questa offerta non c’è (come per ora sembra) smetterla di rompere le scatole e rilassarsi con i suoi splendidi figli che ha “mangiato” di baci alla festa scudetto.
Come sempre alla bella Firenze la palma dello striscione più divertente: (Grazie ragazzi adoriamo i “preliminari”), con quelle virgolette maliziose che fanno pensare a cose piacevoli più di una partita di calcio. LaViola ha pure messo il record di andare ai preliminari di Champions nonostante le 12 sconfitte subite, non era mai successo.
Infine Ibra con quel gol di tacco se fosse l’ultimo con l’Inter, sarebbe stato bellissimo.

matteo da perugia

caro sig garanzini, lei parla della signorilità di ancelotti però non mi è sembrato un comportamento molto da "signori" il negare fino a domenica sera il suo accordo col chelsea per poi farsi intervistare da chelsea TV la mattina dopo...

Francesco

Dalle informazioni che trapelano, sembrerebbe che il buon Leonardo (perso Kaka) abbia intenzione di dare spazio alle direttive padronali e costruire un milan imperniato su Ronaldinho.
Che dire?
Ancelotti è stato un fedele aziendalista senza essere un fesso.
Leonardo pare che sarà un fedele aziendalista.
Cordiali saluti.

marco traversi

Le fonti sono diverse, il succo é il solito.
La cessione di Kakà potrebbe essere un boomerang elettorale che farebbe perdere dei consensi al cavaliere.
Senza rivangare i trascorsi di supersilvio in ambito extrasportivo, era necessario aspettare la cessione di Kakà per insorgere? E' un problema nazionale di tali proprozioni?
Spero vivamente che supersilvio non perda voti, sarebbe la conferma che questo é un paese popolato da idoti senza rimedio.

Giorgio

Da milanista (doc), non potrò mai elevare protesta alcuna verso un presidente e una società che mi hanno regalato vent'anni al vertice (sono del 1970, dunque ne ho viste tante prima del 1987...). La fiducia nella capacità del presidente di reinvetare un progetto la conservo (lo seguo su Leonardo e Kakà, non su Ronaldinho). Non mi è chiaro se ne abbia però la volontà (Pato sarà l'indizio chiave). Mentre lo vedo, in politica, preda di una deriva autistico-dispotica preoccupante. Specie per chi ancora lo considera come il meno peggio nel desolante panorama politico nostrano.
Cordiali saluti.

Francesco Parigi

Gigi,
ora che non ci sarà più nemmeno Carletto questo sembra proprio destinato a diventare sempre più un calcio di plastica.
Peccato.
Ci salveranno i Guardiola ed i Leonardo ?
Sì, se come "el timbalero" si ricorderanno di essere stati, prima di tutto e soprattutto calciatori e non pretenderanno, come Mourinho, di ridurre la partita al necessario avanspettacolo dello show di un telecomunicatore.
Chiudo dicendo c'è a chi piace il "sushi" e a chi le tagliatelle, i gusti vanno rispettati, ma Ancelotti mancherà a tutti quelli che amano il calcio e non chi lo racconta.
Grazie
Frank

Simone D&g

Ascoltatevi anche l'intervista che il vate gigi ha effettuato a carlo in diretta e poi vi ricrederete su quanto uomo sia carlo ancelotti.
Credo che mai e poi mai se ne sarebbe andato via da milano ma il padrone così ha deciso. Il fidanzato cacciato dalla sua amata dal padre di quest'ultima.

Francesco

Leggo di Legrottaglie centrale titolare in nazionale.

Stiamo messi male.

antonio

penso che per il calcio italiano e per noi amanti di questo gioco l'uscita dal palcoscenico di Carlo Ancellotti sia una grave perdita. va via un UOMO che sa di calcio. i miei migliori auguri Grande Carlo

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  • Gigi Garanzini
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    sforziamoci di far girar palla
    più lentamente.
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