16 gennaio 2012 - 23:57
La password nerazzurra
Nella giornata in cui la Juve manca l'occasione di fare un po' di vuoto, e non è la prima, c'è chi si chiama dentro e chi si chiama fuori. Si chiama fuori il Napoli, che perde col Bologna anche l'ultimo autobus, si chiama dentro l'Inter che ha forse trovato la password ( si scrive equilibrio, si legge mediocrità) per provare a vincere il campionato.
Mai un momento di supremazia, mai nemmeno di iniziativa nel derby con il Milan. Solo tanta umiltà. Segno che Ranieri ha convinto combattenti e reduci che le glorie passate non tornano, e tanto vale provarci giocando al meno, non al più. Risultato. Sesta vittoria consecutiva, nove punti rimontati alla Juve in un mese e mezzo, sosta natalizia compresa, un solo gol al passivo, quello del leccese Muriel. Samuel e Lucio nemmeno parenti dei fratelli De Rege autunnali, il Milito dei bei tempi, Zanetti, Cambiasso e Thiago Motta dei tempi normali. Se qualcuno spiega a Moratti che quella per Tevez era solo un azione di disturbo, e che una volta intervenuto il suocero di Pato tanto vale lasciarlo perdere, l'apache, perchè la vecchia guardia nerazzurra è già arrapata di suo senza bisogno di acquisti altolocati, va a finire che l'Inter azzecca un'altra di quelle rimonte storiche tipo '64 o '71. Che io ricordo non solo perchè fecero storia, ma perchè annate memorabili per il Barolo come soltanto, dopo quelle, l'82 e il '90.
Complimenti a stefano m. La sua teoria secondo cui lo stadio a misura di spettatore galvanizza, ma anche destabilizza, è di quelle che a suo tempo mi convinsero a dar vita a questo blog. Non fermarsi alle apparenze, provare a ragionare. Possibilmente in controluce.
