Sia al Napoli che alla Fiorentina andava stretto il pari. Invece hanno perso. Il Milan ha pareggiato, ma stavolta avrebbe meritato di più. A differenza della Juve.
Giornata strana. Terza partita consecutiva senza Cassano e terza vittoria della Sampdoria. Avrà anche un caratteraccio, Delneri, ma il mestiere a occhio e croce lo conosce. Grazie a questi nove punti ottenuti giocando in undici, potrà infatti ricominciare a giocare d'azzardo: schierando il presunto fenomeno, infatti, potrà capitare nelle giornate ispirate di giocare in dodici. E in quelle di luna storta, tipo gli ultimi mesi, di doversela cavare in dieci.
Miglior partita stagionale della Fiorentina, in campionato, e sconfitta. Serata stregata, certo. Ma qualcuno ricorda che cos'era la difesa della Roma prima di Ranieri? E quel portiere, Julio Sergio, che non è più un ragazzino, dov'era sino a pochi mesi fa? L'Inter è fuori portata. Ma questa Roma ha un'anima, che la Juventus non ha più. L'ha portata con sè Ranieri, alla faccia dei dilettanti che lo cacciarono.
E' strano il calcio. Dopo aver dato la caccia ai fantasmi per settimane, ora il Napoli un torto -grave - l'ha subìto per davvero. Avrei capito l'arbitro Damato se, come me, fosse stato seduto davanti a Diretta Gol. Nel giro di una manciata di minuti, si è tuffato Ambrosini a Bologna, e non è la prima volta, poi Palacio a Marassi, e poichè non c'è due senza tre il sospetto davanti alla tv era che si fosse buttato anche Maggio. Ma lui era a Udine, lì a due passi. E se anche aveva visto male, due cose doveva tener presente. La prima è che il difensore dell'Udinese aveva stoppato lungo, e in questi casi d'istinto si entra senza criterio pur di rimediare. La seconda è che Maggio l'aveva già ammonito, sul rigore per l'Udinese, e anche in quel caso avrebbe dovuto farne a meno. Non ho ancora sentito De Laurentiis, ma me lo posso immaginare. In compenso ho sentito Pozzo, e come quasi sempre mi succede ne avrei fatto a meno volentieri.
08/02/10
L'anima della Roma, che la Juve non ha più.
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02/02/10
Flachi e poi Mutu, ma i loro gol valevano?
Quando gli argomenti possibili sono tanti, o forse troppi, significa che non ce n'è uno di vero spessore. Continua ad intrigarmi Ranieri perchè nella vita le rivincite, se arrivano, sono faticose e comunque post-datate. Questo invece a meno, molto meno di un anno dalla sua vergognosa cacciata sta 7 punti sopra la Juve. E la sua Roma fa due gol d'antologia nella giornata in cui ha tutti gli attaccanti fuori, proprio come accadeva alla prima Roma di Spalletti. Ecco un altro segnale della decadenza bianconera. C'è stato un tempo in cui se te ne andavi dalla Juve eri finito: oggi non si direbbe.
Non ho capito Mancini al Milan, ma è certamente colpa mia visto che devo ancora capire Beckham e più lo vedo e meno lo capisco. A capire Cassano e il suo dietro-front non ci provo nemmeno, mi basta la faccia da funerale di Delneri per sapere come andrà a finire e da che parte stare, che è poi la stessa di sempre.
Potremmo parlare dei mini-laser verdi, piuttosto che di questori e prefetti che rinviano le partite per neve. Mi intriga di più la normativa antidoping che prevede sanzioni per i soli giocatori. Sacrosante, per carità. Ma se nella partita incriminata il "positivo" è risultato determinante, siamo sicuri che il risultato vada comunque omologato? Se prima Flachi e poi Mutu firmano le vittorie di Brescia e Fiorentina, e poi vengono beccati, siamo sicuri che quelle partite non vadano come minimo rigiocate? Io penso che una riflessione prima o poi ci potrebbe anche stare.
Tra tanta bella gente è riapparsa, proprio sul finale, l'eccezione che conferma la regola. Mancava un mona, avrebbe chiosato senza farla lunga l'immortale paròn.
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25/01/10
Ma era Rocchi o Bonaiuti?
Mai dire mai nella vita. Mi avessero detto che una sera davanti alla tv avrei fatto un tifo sfrenato per l'Inter, avrei chiamato il 118. Invece è successo, è appena successo, nonostante la certezza che a fine partita avrei sentito Mourinho e me ne sarei pentito. Difatti ho sentito Mourinho e i suoi sproloqui, eppure non sono pentito. Perchè lui può anche ricordare la mancata espulsione di un difensore del Bari -non del Chievo, come ha detto - perchè pescare nel torbido fa parte del suo mestiere. E vigliacco se qualcuno di quelli che lo intervistano gli dice che -semmai - per il Chievo c'era un rigore netto all'ultimo minuto per un mani di quel paracarro di Quaresma. Ma questo derby lo ha strameritato l'Inter sin dal primo minuto, e solo la direzione di un arbitro che si chiama Rocchi ma sembrava Bonaiuti, o Bondi, o la Brambilla fate voi lo ha tenuto in vita fino alla fine.
Gli ha dato una mano Snejider, questo è sicuro. Lucio, che pure da Ambrosini era stato toccato, se ne era tornato indietro a testa bassa: l'olandese, ancora furibondo per un'involontaria ostruzione arbitrale di un minuto prima, si è cercato l'espulsione facendo il fenomeno, ma il fenomeno l'aveva fatto prima lui, Rocchi, pretendendo di cogliere una inesistente simulazione a metà campo. Dopo aver graziato Ronaldinho di un fallaccio al primo minuto, e prima di regalare al Milan un rigore e un' altra espulsione all'ultimo minuto. Non dico Collina. Ma con un arbitro normale anche questo derby finiva 4-0 come il primo, per la buona ragione che , testa a testa, l'Inter è di un'altra categoria.
Grande Inter, grande Cosmi perchè Candreva a lui serviva a differenza che alla Juve, grande Ranieri. La vendetta è un piatto che si consuma freddo. Chissà costa stanno cucinando quelli che lo cacciarono.
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19/01/10
Dove sarà il pavimento bianconero?
Due-tre riflessioni a voce alta dedicate ai frequentatori juventini, che mi pare rappresentino la maggioranza assoluta degli adepti. La prima è borsistica. Chi ne conosce il gergo sa che nei cicli ribassisti tutto sta ad indovinare dove sia il pavimento di un titolo. Pensavo fosse il Bayern, mi ero sbagliato. Poi sono arrivati il Catania, il Milan, il Chievo. La Juve che non tira in porta a Verona in 95 minuti se non con una citofonata di Del Piero non era nemmeno immaginabile. La Juve che si rinforza con Paolucci e lo manda immediatamente allo sbaraglio, meno ancora. Ho conosciuto bene Bettega, prima da cronista poi da co-presentatore televisivo. Lo ricordo giovane leader di una grande Juventus dar sulla voce a Brera - Brera !- in una Domenica Sportiva, che era allora la messa cantata della domenica. Rivisto a Sky, gli anni passano per tutti.
Passano anche per Doni, ma i giovani allenatori che magari sono bravi ma si credono fenomeni dovrebbero aver più rispetto del talento. Passano per i vecchietti del Milan, ma sottovalutarne l'orgoglio, in presenza di classe certa, è un errore che anch'io ho commesso. Domenica potrebbe riaprirsi ufficialmente il campionato, anche se l'Inter tra Dinamo Kiev, Udinese, Siena e Bari a veder la morte in faccia ha fatto il callo e di riffa o di raffa ne è sempre uscita.
Torno a Torino per notare come l'assenza degli ultras abbia fatto un gran bene al vecchio Toro, cosa che potrebbe ripetersi sabato con la curva finalmente sbarrata alla teppaglia bianconera. Fermo restando che il tempo è già stato galantuomo e ha dimostrato, Ranieri da una parte, società e Tuttosport dall'altra, dove stava la serietà professionale. L'unica che Blanc ha azzeccato dal pranzo con Lippi in poi è stata la richiesta di riportare la polizia negli stadi. Nessuno gli ha dato e gli darà retta, va da sè.
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10/01/10
C'era una volta Torino capitale
C'era una volta Torino, capitale del calcio italiano. Formalmente lo è ancora, ex-aequo, i 27 scudetti della Juve sommati ai 7 del Torino sono gli stessi di Inter e Milan, almeno sino al 16 maggio. Ma oggi a Torino non ci sono che macerie, dall'una e dall'altra parte. Il povero, vecchio Toro è più vicino alla serie C che alla A. La Juve farà un'impresa se riuscirà a salvare il terzo posto: ma Roma e Napoli, come minimo, la Roma di quel l'incapace di Ranieri, pensate, hanno un altro passo. E la squadra di cui il Milan si è limitato a raccogliere i cocci potrebbe faticare a entrare in Uefa.
Questo dal punto di vista, come dire, sportivo. Ma c'è di peggio, molto di peggio. Ci sono quelle bande di delinquenti che spadroneggiano sull'uno e sull'altro fronte, e che diffondono in Italia e nel mondo l'immagine di una città alla deriva, in balìa della teppaglia urbana. L'aggressione ai giocatori granata e alle loro famiglie, le immagini di quei seggiolini dello stadio Olimpico dati alle fiamme senza che la polizia possa nemmeno pensare di intervenire. Qualunque responsabilità abbiano le due società, le due squadre, i responsabili tecnici, credo che una città come Torino non meriti questo scempio.
La prossima volta, se possibile, parleremo di calcio. Adesso parliamo di Petrucci, di Abete, di tutti i papaveri che avevano reagito indignati alla denuncia di Capello, secondo cui il calcio italiano è in mano agli ultras. Anche del ministro Maroni, che ancora poche ore prima della partita parlava non so più a che proposito di tolleranza zero. In Calabria, forse. A Torino no di sicuro.
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27/12/09
Il grande Barca- Chi ancora più grande?
Non sarete un po' stufi anche voi di Felipe Melo o di Ferrara? Io sì, e per questo passo a proporvi un giochino di Capodanno. Giochino poi mica tanto, perchè con la storia non è il caso di scherzare.
Nessuna squadra aveva mai vinto tutto come il Barcellona 2009. Campionato, coppa nazionale, coppa dei campioni e intercontinentale. Più le due supercoppe marketing di recente istituzione, insomma sei su sei. Il giochino, partendo da questo Barca è: qual è la più grande squadra di club di tutti i tempi?
Mica facile eh? Difatti. Istruzioni per l'uso, a cui siete ovviamente liberi di derogare. Deroghe motivate, possibilmente, ma non romanzate. Lo dico perchè leggere il blog è diventato un altro lavoro e, sempre secondo me, un po' di sintesi in linea di massima e con le dovute eccezioni non guasterebbe.
Chiaro che si andrà a suggestioni perchè, per dirne una, io il grande Real di Di Stefano l'ho visto giocare, qualche volta, ma la Honved di Puskas no. Chiaro anche che per reggere il confronto con il Barcellona di quest'anno deve essere una squadra con una dimensione -anche- internazionale. Cosa che mi porterebbe a escludere il grande Torino, per esempio, e la Juve del quinquennio. Così come la Maquina del River, creata da Renato Cesarini nell'Argentina anni '40, che secondo i sudamericani era una squadra pazzesca, con nomi mitici quali Labruna, Pedernera e il giovane Di Stefano.
Io senza fare classifiche parto dall'Ajax anni '70 che ha cambiato il calcio. Continuo con la Honved anni '50 che, proprio come l'Ajax, era anche in pratica la nazionale della grande Ungheria, il Real Madrid del quinquennio 55-60. Se questo Barcellona dovesse durare non andremmo lontani da lì, anche per l'estetica non solo per i risultati, e chiuderei col Milan di Sacchi e una citazione per l'Inter di Herrera, il primo Milan di Rocco, il Bayern di Beckenbauer e il Liverpool a cavallo degli '80. Salvo errori od omissioni, chissà quante visto che vado a memoria, e proprio la memoria comincia a essere il mio tallone d'achille.
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18/12/09
Il calcio parlato in tv: se lo conosci lo eviti.
Che fine ho fatto? Sono in radio quasi tutti i giorni, vi ricordo che questo blog da lì nasce, e ne è inevitabilmente un' appendice. Oddìo, appendice, ormai è diventato qualcosa di più, molto di più, ma questo è merito vostro, non mio. L'ho già detto un'altra volta, andate avanti così bene che diventa un peccato interrompervi.
Ripartiamo dai sorteggi. Sulla carta arrivederci e grazie, sul campo si vedrà. Certo, aver beccato quelle tre e sapere che se fai l'impresa poi ti restano Barca e Real, non è il massimo. Altre considerazioni? Mi sembra ci sia una fretta eccessiva di seppellire la Juve. Parlo di campionato, perchè quando sentivo e leggevo di obbiettivo Champions sinceramente riuscivo a non ridere solo per educazione. Chiaro che se va avanti così si seppellisce da sola. Ma se resta più o meno a questa distanza, a primavera potrebbe benedire quella disfatta col Bayern. L'Inter? Ho letto che Mourinho è stato ufficialmente riconfermato a prescindere dalla coppa. Questo significa che se non succede il miracolo, a luglio toccherà a Blanc. Dipendesse da me a Rafa Benitez. Il Milan? Dopo il Palermo, chiude l'andata con Fiorentina, Genoa e Juve: e nel frattempo su quel modulo deve innestare Beckham. Ne riparliamo.
Non ho visto la Sette, ma mi sono documentato a dovere. I commenti da studio alla docufiction andata in onda hanno ricordato Penelope: quella in versione notturna, che provvedeva a disfare la tela. D'altra parte nel pomeriggio domenicale a sdottorare su Canale 5 c' era Moggi, la sera a Controcampo, Corona. Serve altro a dimostrare che la tv generalista se la conosci la eviti? Ci ritroviamo per gli auguri.
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07/12/09
Ma è così difficile espellere i bianconerazzurri?
Lo sportivissimo pubbblico di Ascoli ha preso a male parole, per il momento, non è detto che finisca lì, allenatore e squadra per aver restituito alla Reggina un gol palesemente irregolare. E Sommese, che aveva finto di nulla tirando dritto verso la porta nonostante tutti si fossero fermati, ha detto che fosse dipeso da lui non si sarebbe restituito un bel niente. Perrotta, a fine derby, ha spiegato che fermarsi per le bombe carte è sbagliato perchè perdi la tensione e ti raffreddi: cosa certamente vera, il problema è che lasciando correre le bombe si rischia di riscaldarsi anche troppo.
Il calcio è malato, ha crollato il capo Pillon, allenatore dell'Ascoli. E alcuni dei suoi protagonisti sanissimi non sono, compresi Preziosi, Ghirardi, Panucci. Compresa buona parte dei protagonisti di Juventus-Inter, in campo e in panchina. Per non parlare delle tribune, che è meglio. Mi ha fatto tenerezza il commento di Nicola da Varazze che si è dichiarato offeso per la mia rinuncia preventiva a Genoa-Samp. Se lo può consolare, lo informo che - salvo precettazioni professionali- la prossima volta farò lo stesso con Inter-Juventus. Fermo restando che già stavolta, al fischio finale, ho rinunciato con piacere al post-partita per rifarmi la bocca con il Barcellona: a cui, detto tra noi, avevo già dato un paio di occhiate prima mentre le pecore matte (cfr. gioanbrerafucarlo) bianconerazzurre davano fondo al meglio del loro repertorio. Io credo che un arbitro degno di questo nome avrebbe espulso oltre a Melo anche Thiago Motta, Buffon, Chivu e, per doppia ammonizione da fallo tattico Samuel e Grosso. Invece la (giusta) severità arbitrale ha colpito Bari e Atalanta che, guarda un po', domenica prossima giocheranno contro i due squadroni con un tot di squalificati.
La parata di Julio Sergio sul tap-in di Mauri è sbalorditiva. Ma dov'è stato fin adesso?
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30/11/09
Messi, il nano gigante. E la patetica Irlanda.
Chi mi conosce sa che il pallone d'oro mi ha sempre lasciato freddo. Non mi riscaldo nemmeno stavolta, ma trovo che questo di Messi sia di quelli perfetti, perchè premia il fuoriclasse della squadra che ha vinto giocando il calcio di gran lunga migliore. Il solista e insieme l'orchestra. Il più bravo tra i singoli che praticano uno sport collettivo. Reduce dall'aver giocato contro il Real una delle sue partite migliori. Perchè aveva poco da dare, per via di problemi fisici, perchè non è al massimo della forma nè dell'ispirazione. Ma in quelle condizioni, prima ha fatto ammonire con le sue giocate l'intera difesa madridista: poi nel finale, in dieci contro undici, oltre ai piedi ci ha messo il cuore tornando a recuperare palloni preziosi, probabilmente trascinato dallo straordinario esempio di Puyol.
Il resto più o meno lo conosciamo. E comunque siete ormai più bravi di me a rimbalzare da un argomento all'altro, a pressare, a divagare sulle fasce. C'è qualche rompiballe ogni tanto (nel mio dialetto langarolo, grata-bale) ma ci sono new entry di alto livello, cito Mario'71 per tutti. Tanto ormai sappiamo che nel calcio non c'è razzismo, lo ha detto Lippi e mi pare che basti. L'Irlanda ha chiesto di andare al mondiale come 33°, così imparo a dire, a caldo, l'indomani mattina della furbata di Henry, che dovremmo prendere esempio dalla sportività degli irlandesi: sinceramente non ricordo una mossa più patetica di questa. Ovviamente Blatter gli ha dato corda, perchè a giocar da padre nobile il colonnello non manda un altro di sicuro. Poi quando mercoledì si riunirà l'esecutivo sarà proprio Blatter, a porte chiuse, il primo a dire di metter da parte le barzellette e a introdurre il tema, vagamente più serio, dei giudici di porta.
La Juve? L'Inter? A questo punto la partita che conta la giocano la prossima settimana, in coppa. Quella di Torino, se anche la vincesse la Juventus non cambierebbe l'attuale scenario di classifica. In palio semmai c'è quel poco che resta di civiltà negli stadi. Quisquilie, pinzillacchere.
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23/11/09
Il futuro di Totti e quello di Henry.
Scusate il disturbo. State andando così bene, qualitativamente e quantitativamente, che è persino un peccato interrompervi. Butto là qualche spunto, giusto per non passare da desaparecido, certo che ne saprete fare buon uso: nel senso di confrontarvi civilmente, non di darmi ragione.
Sostengo da anni, e i fedelissimi lo sanno, che l'unico italiano per il quale tornerei a pagare un biglietto è Totti. Anche quando non è al massimo. Ieri rientrava dopo 40 giorni, a 33 anni suonati di cui sedici di carriera. Se un minimo di salute lo assiste, va a finire che mi costringe a rimetter piede allo stadio.
Sempre se la salute lo assiste, è il centravanti ideale per l'Italia. Ma spero di non vederlo in Sudafrica, perchè la coerenza (sua, non quella di Lippi di cui non mi potrebbe fregar di meno) viene prima di una mia residua libidine calcistica. E tra Pazzini e Amauri, sempre che il fisico lo regga, io farei un serio pensierino a Borriello. Così come tra Cassano e Balotelli, a parità grosso modo di turbative ambientali, non avrei dubbi a favore del secondo.
Mi par di capire che tra Zamparini e Zenga sia questione di giorni, se non di ore. A chi, ricordando un mio post estivo, volesse segnalare che avevo visto lungo, dico che non è vero. Pensavo durasse meno.
Su Henry non saprei dar torto a nessuno. A chi voleva la ripetizione, a chi pretende la squalifica, a chi esige una buona volta l'istant-replay, che è cosa ben diversa dalla moviola. Io, da fatalista e scettico blu, continuo a essere per un calcio che ogni tanto registra un caso limite. E che da qui in avanti fischierà Henry ogni volta che toccherà palla, come hanno cominciato a fare l'altra sera i tifosi del Bilbao.
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